ATTENZIONE: GRAVI DANNI PERMANENTI ALLA SALUTE PROVOCATI DALL’EPO (eritropoietina)
di Luciano Baraldo

Nonostante la repressione messa in atto dalla Magistratura Sportiva, con pesanti squalifiche sanzionatorie fino all’interdizione perenne all’attivita' sportiva, e dalla Magistratura ordinaria, in applicazione della recente Legge che ha introdotto il “reato penale di doping”, la stragrande maggioranza degli addetti al movimento sportivo(Atleti, Amatori, Masters, Allenatori, Dirigenti, Insegnanti, ecc. . ) ignorano i gravi danni irreversibili alla salute indotti dall’assunzione di Stimolanti Nervosi, Ormoni Anabolizzanti e della Crescita, Eritropoietina (EPO), ecc… Abbiamo chiesto al Prof. Luciano Baraldo ( Scienze Motorie Universita' di Udine), Consigliere Nazionale FIDAL responsabile del Centro Studi & Ricerche, di farci il punto sulla situazione sull’EPODOPING .


Secondo i dati ricavati dalla prassi sportiva e dall’epistemologia medico scientifica l'uso dell’ormone ERITROPOIETINA, somministrato ai dosaggi necessari per indurre significativi vantaggi in campo sportivo, produce conseguenze morbose sia immediate che a lungo termine e provoca danni irreversibili al fisico umano.
L’assunzione dell’ormone eritropoietina ed il metodo dell’emotrasfusione rappresentano due reiterati mezzi di doping ematico usati nella pratica delle specialita' sportive di resistenza(Ciclismo, Fondo, Triathlon, ecc. . ) incidendo nei meccanismi di trasporto e di cessione dell’ossigeno ai tessuti impegnati nel lavoro muscolare.
L’eritropoietina e' una sostanza ormonale prodotta naturalmente dall’organismo sano: svolge la funzione di stimolare la produzione e la crescita dei globuli rossi (eritrociti ed emazie). Questa stimolazione dell’eritropoiesi viene indotta dall’eritropoietina nel midollo osseo, sulle cellule del gruppo dell“eritrone”. L’eritropoietina endogena, prodotta dall’organismo secondo il proprio codice genetico (DNA), agisce soltanto sulle cellule sensibili, essendo in grado di attivare una sorta di selezione che elimina le cellule “meno buone”( solo alcune seguono differenti linee di maturazione per diventare eritrociti). Tale processo si definisce apoptosi: tipico dell’eritropoietina endogena e non di quella introdotta dall’esterno dell’organismo umano (esogena, farmacologia, di intesi chimica, prodotta industrialmente ).
Il farmaco-ormone eritropoietina e' somministrata in terapia medica solamente allo scopo di curare pazienti con gravi patologie renali.
L’Eritropoietina Ricombinante Umana (RHuEPO), questo e' il nome in farmacopea, non ha la capacita' di selezionare, nel gruppo dell’eritrone, le cellule piu' adatte a svilupparsi in eritrociti: tale limite di inibire l’apoptosi fa trasformare tutte le cellule dell’eritrone, anche quelle imperfette, in eritrociti. Secondo la letteratura scientifica “ciò comporterebbe il rischio di sviluppare nel tempo addirittura malattie tumorali oltre che altre gravi patologie (eritroleucemia, policitemia vera, aplasia della serie rossa da formazione di anticorpi anti-EPO, leucemia mieloide acuta da aumentata concentrazione di EPO nel sangue, ecc)”.
L’uso, purtroppo massiccio e protratto dell’eritropoietina ricombinante (le normali dosi terapeutiche non produrrebbero miglioramento nelle prestazioni sportive), oltre ai suddetti rischi provoca tendenza alla trombofilia, indipendente dal valore di ematocrito.
Infatti, l’EPO ha la capacita' di inibire l’azione della proteina "S" e di altri fattori della coagulazione del sangue, motivo per cui anche con valori di ematocrito bassi può verificarsi la formazione di trombi vascolari, nei diversi distretti ed organi corporei (cervello, reni, fegato, polmoni, ecc. ). La tendenza alla trombofilia, dipende dal valore dell’ematocrito, poiché l’incremento della massa dei globuli rossi circolanti, può comportare la formazione di coaguli sanguigni sia nelle cavita' cardiache (atri e ventricoli) sia nei vasi sanguigni, venosi ed arteriosi, dei diversi distretti ed organi corporei ( reni, polmoni, ecc. )
L’uso massiccio e prolungato di RHuEPO provoca una forte emoconcentrazione che e' l’opposto della emodiluizione, la pseudo-anemia dell’atleta di resistenza, fenomeno decisamente positivo e responsabile sia di un miglior rendimento meccanico del cuore sia dell’elevata riserva di liquidi per la sudorazione.

Tra gli aspetti legati dell’assunzione duratura di RHuEPO e' stato riscontrato un marcato aumento delle resistenze vascolari nelle aree centrali del cervello con possibile:

  • invecchiamento precoce delle struttue morfofunzionali;
  • anticipazione delle modificazioni degenerative eta'-dipendenti;
  • alterazione del ruolo fisiologico dei mediatori chimici della trasmissione degli impulsi nervosi;

    aumento delle azioni negative esercitate dai radicali liberi (ioni H+).
    Inoltre, l'aumentata densita' ematica, al disopra della soglia fisiologica, fa insorgere ipertensione arteriosa (oltre a ristagno venoso) con conseguente riduzione del lume vascolare e rigidita' delle pareti(sclerosi) (nei diversi distretti ed organi corporei, come fegato, reni e polmoni) ed accresciuto rischio d’infarto.

    DI SEGUITO INDICHIAMO UNA SUCCESSIONE DI MORBOSITA’ CONSEGUENTI ALLA SINDROME IPERTENSIVA ORIGINATA DA ASSUNZIONE Di FARMACO-ORMONE “ERITROPOIETINA” e dell’uso dell’EMOTRASFUSIONE”(secondo Commissione Centrale Antidoping del CONI).
    Convulsioni ed Encefalopatia ipertensiva.
    Leucoencefalopatia (con modificazioni della sostanza bianca cerebrale. Alcuni dei danni connessi all’utilizzazione dell’EPO Ricombinante Umana, a scopo di doping, sono tipici anche della pratica dell’emotrasfusione, della quale l’uso di EPO può essere considerata come una piu' "moderna" continuazione.

    L’emotrasfusione comporta altre gravi conseguenze, quali:

  • la nefrite, (insieme delle lesioni reattive dei glomeruli renali e delle stesse microscopiche anse capillari) congiunta a ipertensione arteriosa ed alterazioni dell’urina (nel ritmo, nella quantita', nelle modalita' di escrezione, nelle caratteristiche chimico-fisiche);
  • l’emolisi, con massiccia distruzione di globuli rossi, dovuta soprattutto a sangue non compatibile che si manifesta con la comparsa nel plasma e nelle urine di emoglobina, arrossamento del volto, rottura di capillari sottocutanei, dolori addominali, ecc. ;
  • l’emosiderosi, con aumento dei depositi di ferro nel fegato, nel pancreas, nel cuore e nelle ghiandole, e rischio di insorgenza dell’ emocromatocitosi;
  • l’ipertermia, che da uno sregolato aumento della temperatura corporea, conseguente a stimolazione del centro simpatico termoregolatore da parte di sostanze pirogene (prodotte da inquinanti batterici del sangue conservato), con conseguente inefficace processo di smaltimento del calore corporeo;
  • l’ittero emolitico, dovuto al passaggio dei pigmenti biliari(dall’emolisi eritrocitaria), dal circolo sanguigno ai tessuti;
  • reazioni allergiche a conservanti, a farmaci e ad altri additivi del sangue, con possibilita' di reazioni umorali (febbre, orticaria, dolori agli arti, ingrossamento delle ghiandole linfatiche), alterazioni anche gravi di cute e mucose (eruzioni, fotodermatosi, edema dei tessuti, congiuntiviti, riniti, nefriti), depressione della funzionalita' del midollo osseo (con comparsa di anemia, trombocitopenia, agranulocitosi, ecc. ), epatite autoimmune.
    Infine, in alcuni casi estremi, può emergere la Sindrome da Shock Emolitico, con cefalea, artralgie, lombalgia, vertigine, sudorazione, brividi, febbre, collasso cardiocircolatorio, ipotensione, perdita della coscienza, ecc. ).

    ADERISCI ANCHE TU ALLA LOTTA CONTRO IL DOPING : io non rischio la salute!
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