CONVEGNO
“Scienze Motorie e Sport verso le Universiadi Invernali Tarvisio 2003”


ALLENAMENTO DELLA FORZA E TRANSFER TECNICO:
TEORIA E PRATICA


Gemona del Friuli, 20-21 ottobre 2001
  Auditorium I.P.S.I.A. D'Aronco



ALCUNE IMMAGINI DEL CONVEGNO
:
(foto1)
Baraldo, organizzatore del Convegno, dona al prof. Verkhoshansky la bandiera delle Universiadi invernali di Tarvisio 2003: il "comandante" Yuri ha promesso di "issarla" sulla sua barca sul lago Trasimeno!
(foto2)
Il prof. Bardini dalla regia della Pallacanestro alla "direzione d’orchestra" all’Auditorium dell’IPSIA di Gemona ,dove, eravamo veramente in tanti e tutti attenti...
(foto3)
...come il prof. Dannisi ,in primo piano, Direttore della rivista Nuova Atletica-Ricerche nello Sport che, in collaborazione con Atletica Studi -FIDAL , pubblichera' gli atti del convegno

INTANTO PUBBLICHIAMO GLI ABSTRACS IN ITALIANO IN ATTESA DELLA STAMPA DEL TESTO DEGLI ATTI, GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE DI ELISABETTA SELVA (II ANNO S.M.) CHE HA STRUTTURATO QUESTO SITO INTERNET.
LE FOTO SONO DEL PROF. DARIO CAMPANA, IPSIA-ITI GEMONA.
ABSTRACTS:

PIETRO ENRICO DI PRAMPERO:
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche, Universita' degli Studi di Udine.
Presidente del Corso di Laurea in Scienze Motorie della Facolta' di Medicina e Chirurgia.

BILANCI ENERGETICI DELL’ESERCIZIO FISICO
Le fonti energetiche della contrazione muscolare

INTRODUZIONE
In prima approssimazione, il muscolo puo' essere considerato una macchina che trasforma energia chimica in lavoro meccanico. Questa trasformazione ha luogo durante la contrazione muscolare, ed e' iniziata e mantenuta dagli impulsi nervosi che arrivano al muscolo attraverso il suo nervo motore. La sorgente energetica immediata per la contrazione muscolare e' l’idrolisi dell’ATP.
Tuttavia, la concentrazione dell’ATP nel muscolo e' piuttosto limitata (5 – 6 mmoli/kg), sufficiente al massimo per poche contrazioni. Ne segue che, per un’attivita' muscolare di qualche durata, l’ATP deve essere ricostituito alla stessa velocita' con cui puo' esso e' utilizzato. Cio' puo' avvenire attraverso vari percorsi biochimico anaerobici (idrolisi della fosfocreatina (PCr), trasformazione del glicogeno, o del glucosio, in lattato) o aerobici (ossidazione completa di glicogeno, glucosio, acidi grassi liberi, corpi chetonici, etc).
Ne segue che il termine "fonti energetiche della contrazione muscolare" designa un gruppo abbastanza eterogeneo di sostanze, al cui interno si possono facilmente identificare almeno tre sottogruppi:

1) Sostanze che possono essere utilizzare direttamente per la contrazione.
2) Sostanze che possono essere utilizzare solo indirettamente, tramite sostanze del gruppo 1.
3) Sostanze che, oltre ad essere utilizzate solo indirettamente, hanno bisogno della presenza di ossigeno.

Mentre l’ATP appartiene senza ambiguita' al gruppo 1 ed i lipidi al gruppo 3, il glicogeno sara' assegnato al gruppo 2 o 3 a seconda se venga trasformato anaerobicamente in lattato od ossidato completamente a CO2 ed acqua. In senso stretto la PCr dovrebbe esser assegnata al gruppo 2, in quanto la sua utilizzazione non puo' prescindere dalla presenza dell’ATP; tuttavia, dato che la PCr tiene il passo con l’utilizzazione dell’ATP, e data la somiglianza termodinamica tra le due sostanze, e' conveniente assegnarla al gruppo 1.
Il vantaggio essenziale di questa classificazione un po’ schematica (in realta', in qualsiasi tipo di esercizio, le fonti energetiche appartengono a piu' di uno dei gruppi suindicati) e' che la massima potenza diminuisce dal gruppo 1 al gruppo 3, mentre la massima capacita' (massima quantita' di energia disponibile) aumenta dal gruppo 1 al gruppo 3.
(Per una trattazione piu' approfondita di questo tipo di argomenti, si veda di Prampero, 2000 7.) (seguono 9 pagg. di relazione e grafici).



YURI VERKHOSHANSKI
Consulente Scientifico della Scuola dello Sport, CONI-ROMA

Supermetodo di allenamento della forza speciale per lo sport
Traduzione di Stefano Baraldo (III anno Scienze Motorie Firenze)

INTRODUZIONE
Scopo della preparazione di forza speciale nel sistema di allenamento. La preparazione della forza speciale (SSP) nel sistema di allenamento consiste nell'intensificazione del regime di lavoro dell'organismo con lo scopo di attivare il processo della sua specializzazione morfofunzionale per adattarlo alle specifiche condizioni dell'attivita' sportiva. Per specializzazione Morfofunzionale s'intende il perfezionamento delle "abilita' funzionali dell'organismo" degli sportivi: e' questo il processo che determina in pratica il successo nella specifica disciplina sportiva; il continuo lavoro di "ricostruzione" morfologica rappresenta la base dell'iperfunzione specializzata dell'organismo. Le caratteristiche qualitative ed i valori quantitativi di tale acquisizione Morfofunzionale dell'organismo sono esteriori, visibili attraverso i risultati del processo d'adattamento che e' alla base del perfezionamento fisico dell'atleta. (Ogni volta esse caratterizzano la specificita' del processo di adattamento,stimolato dall'attivita' sportiva, e determinano anche il mantenimento futuro del loro livello di sviluppo). Praticamente nella struttura di questo processo di adattamento sono risolti tre problemi principali :
-

incrementare il livello delle capacita' di lavoro speciale, ossia aumentare il "motore" potenziale dello sportivo;
- attivare l'adattamento(ricostruzione) morfologico che sta alla base dell'adattamento a lungo termine dell'organismo al nuovo regime motorio, dominante all'interno dell'attivita' sportiva;
- elevare la potenza e la capacita' dei sistemi di produzione di energia dell'organismo necessari per la specialita' sportiva.
MEZZI E METODI di preparazione della forza speciale . Per l'allenamento della forza speciale[...]
(segue la relazione, piu' una seconda relazione su Modern Principles of the Special Strength Preparation in Sport ) con numerosi grafici esplicativi . Il tutto si trovera' raccolto sul libro degli atti del convegno .


LUCIANO BARALDO
Docente di Teoria e Metodologia Allenamento al Corso di Laurea in Scienze Motorie Universita' di Udine- sede Gemona del Friuli e Preparatore Atletico Liceo per gli Sport Invernali di Tarvisio.
BRUNO ANZILE
Preparatore Atletico Squadre Nazionali Femminili Italiane di Coppa del Mondo di Sci Alpino Docente FISI ai Corsi di Allenatori di Sci Alpino.

ALLENAMENTO CONCATENATO FORZA-PLIOMETRIA PER LO SCI ALPINO
Tarvisio- Gemona 20/21 ottobre 2001

RIASSUNTO
Scopo della relazione e' di illustrare alcuni aspetti metodologici della preparazione fisico-atletica specifica dello sci alpino alla luce delle esperienze acquisite in anni di lavoro nel settore sia delle Squadre Nazionali di Coppa del Mondo sia a livello giovanile.
Dopo una sintetica premessa sugli aspetti fisiologici, biomeccanici e “tecnici” gli autori si addentrano sulle problematiche della preparazione atletica degli sciatori agonisti. Attraverso la predisposizione di circuiti in cui si concatenano esercizi che stimolano prevalentemente l’incremento delle capacita' condizionali specifiche, riscontrabili nella sciata agonistica, gli autori ritengono sia possibile raggiungere il piu' alto livello di “ transfer tecnico”, consentito dalle condizioni di lavoro in palestra e sul campo, che non sia quello specifico di gara, ossia sulla neve.
Secondo l’esperienza dei due preparatori atletici , il circuito concatenato con esercitazioni di Esplosivita', Forza isometrica, Forza Veloce e Pliometria1b di durata pari alle gare di SL , SG, ecc.. e con livelli finali di Lattato prossimi a quelli riscontrati al termine delle gare (da 14>24 mmMol/lt) produce adattamenti morfofunzionali molto importanti per il miglioramento della ”cilindrata del motore” dello sciatore. L’aumento della “potenza del motore” e della sua "capacita'/resistenza" di produrla per il tempo di durata della gara sono i prerequisiti morfofunzionali su cui possono essere implementati miglioramenti tecnici della prestazione agonistica[...]


MARIO MARELLA
Settore Tecnico F.I.G.C
Laboratorio di Metodologia dell’Allenamento e Biomeccanica applicata al calcio.

ALLENAMENTO E VALUTAZIONI DELLA FORZA NEL CALCIO

La preparazione atletica nel calcio, in un campionato senza una pausa invernale, con tempi ristretti d'allenamento sia durante il campionato che nella preparazione di pre-campionato (durante il campionato, la media dell’intervento fisico non e' mai superiore al 10-20% dell’intera seduta), e' un problema ancora non risolto. L’allenamento della forza, in questa situazione, ha avuto ed ha tuttora ulteriori difficolta' classificabili in due filoni quello:
- Nostalgico: il calcio atletico distrugge quello vero che e' soprattutto tecnica, fantasia, creativita'. I campioni non vanno muscolarizzati perche' si snaturano…
- Pseudo-scientifico: i calciatori si infortunano perche' lavorano troppo sulla forza. Sono dichiarazioni che non rispondono a nessun criterio di veridicita', ma che tuttavia possono incidere e fare audience rendendo il lavoro in campo osservato e giudicato in maniera prevenuta Al di la' delle argomentazioni di tipo sociologico, a noi spetta soprattutto dare un giudizio sulla qualita' dell’allenamento. Il lavoro muscolare e' una necessita' e una possibilita' per un calcio che diventa sempre piu' veloce. Le necessita' del calcio futuro si possono individuare nel versante del “fare le stesse cose solo piu' velocemente e rapidamente”, per questo una base di forza e' essenziale.
I problemi allora non riguarderanno tanto la ricerca di nuove tecniche applicative ma l’adeguamento di queste al calciatore reale. Quindi l’allenamento della forza dovra' essere sganciato da una periodizzazione che vede come oggetto “la squadra” e il tempo dall’allenamento in campo e diventare sempre piu' il lavoro sul singolo calciatore con le sue caratteristiche e necessita'.


GIOACCHINO KRATTER
Coordinatore tecnico della SUISM – Scuola Universitaria Interfacolta' in Scienze Motorie dell’Universita' di Torino e coordinatore della preparazione atletica delle squadre nazionali di Sci Alpino maschili e femminili.

Modulazione della forza (Sci Alpino)


RIASSUNTO
L’allenamento della forza muscolare negli atleti di livello internazionale praticanti lo sci alpino e' orientato allo sviluppo della componente massimale e della resistenza alla forza veloce. In questo caso viene affrontata la modalita' di esecuzione, denominata modulazione, riferita ad esercitazioni miranti allo sviluppo della capacita' dell’atleta ad utilizzare la propria capacita' di esprimere forza speciale. Nell’affrontare oggi i contenuti dell’allenamento e' indispensabile ridefinire, per quanto riguarda lo sci alpino, alcuni obiettivi: trasferibilita' di abilita' dalla preparazione denominata fisica a quella specificatamente tecnica, ri-determinazione di parametri utili alla lettura di qualita' peculiari dello sciatore/trice, valutazione di regimi di espressione di forza piu' complessi (eccentrico-concentrici). Alcuni esempi pratici di esercitazioni utilizzate indicano una traccia utile alla discussione in sede di convegno.


GIANCARLO PELLIS
Centro Regionale di Medicina dello Sport di Trieste.

Valutazione della forza muscolare e transfert in atleti top level.


RIASSUNTO
La forza e' il prodotto della massa per l’accelerazione e come tale puo' essere misurata; per determinare la forza espressa dal muscolo nel sollevamento di un carico, e' indispensabile avere un sistema di cronometraggio per la misura del tempo.
Noti cosi' i valori di carico (P), spazio (s) e tempo (t), e' possibile ricavare l’accelerazione (a) sviluppata e successivamente la forza espressa (F) in base alla relazione
   F=P(1+a/g)
In questo caso, il carico (P) vinto e la forza (F) espressa nel sollevamento sono espressi in [kg] e quindi possono essere confrontati tra loro. La forza muscolare e' una caratteristica allenabile ed il suo miglioramento e' tanto piu' rilevante quanto piu' vengono rispettate le leggi che stanno alla base dell’allenamento:
1 - la programmazione ciclica del carico di lavoro.
2 - la motivazione durante il lavoro.
Queste due caratteristiche, possono creare un sistema che sfrutta al massimo gli effetti della supercompensazione che a sua volta determina un considerevole effetto di adattamento al lavoro trasformandosi quindi all’elevazione della performance sportiva. Il sistema ed i risultati presentati sono stati ricavati su atleti che si sono allenati sottoponendosi ad allenamento computerizzati presso il Centro Regionale di Medicina dello Sport di Trieste.


RENZO POZZO
Dep. Human Motor Science- University of Medicine Udine

Biomechanical analysis of transfer effect of specific strength training exercises in the explosive movements.

INTRODUCTION
In the training praxis it is a habitude to distinguish between conditional and coordinative effects of exercise (movements). This is a consequence of basic concepts in the theory of motor activity where there is still a distinction between basic capacities (strength, velocity, speed and coordination) and specific motor skills (throwing, jumping, playing etc.). However, in the modern approach of biology of movement this separation is a critical issue, and the indivisibility of the functional influence between nervous, endocrine and immune systems during any kind of human activity is claimed. Moreover, the concept of specificity and of transfer effect is a central issue in programming training exercise.
Actually this is more based on the similarity with the external structure of movements (i.e. external kinematics and/or dynamics) and, in less extent, with the internal dynamics of the muscular-skeletal machinery (biomechanical internal loads) and with the neuromuscular characteristics (muscular activation patterns). Nevertheless, the problem of reduction of the degrees of freedom of the biomechanical system represents a topic, which has found no universal scientific solution (Latash 1998).
With this in mind, a study is presented where typical strength exercise are analysed in order to point out different possibilities in the interpretation of the describing parameters of movement structure.

METHODS
A special sledge dynamometer, simulating the pushing movement of upper legs in the very last part of shot-put release, was used.
Force exerted on the sledge, sledge velocity, elbow joint displacement and electromyography activity (EMG) of major muscles (triceps brachii TR, biceps brachii BB, deltoids anterior DA and pectoralis major PM) were recorded (1KHz )in isometric maximal voluntary tasks (MVT) starting with increasing pretension (% maximal voluntary contraction MVC) and in dynamic tasks with increasing loading conditions (L). Subjects (8 male sport students) with poor experience in this kind of movement participated to a 4 week training program and to the testing session. Elbow joint displacement, sledge maximal velocity (Vmax), maximal exerted force (Fmax) rate of force development (RFD) at different intervals after the onset of force development, maximal power (Pmax) and integrated EMG (IEMG) were calculated via standard procedure. Results The variations of Fmax are not correlated with the corresponding variations of Pmax.. At same Pmax levels, some subjects show particular values of time to reach Pmax and this seems to be due more to individual functional characteristics of central nervous system (CNS) than the (bio)mechanical exercise conditions. EMG pattern show some regularities according to the load and to the type of task (isometric vs. dynamic) but there are quite different muscular activation patterns for the same loading conditions and similar mechanical output (Pmax, Vmax). On the other side, at specific loads, in the same subject, the variations of loading can induce a dramatic inversion in the IEMG pattern.
Results are compared with other studies (Westing 1991, Schmitbleicher 1997, Solomonow 1990) and discussed in order to emphasize theoretical and methodological paradigms that generate possible interpretations. These findings are interpreted according to the possibility of the definition of “specificity” of external constrains and to individual “dominance” of the CNS motor control particularities.


ZANON, S. (nella foto)BELLOTTI, P. – DONATI, A.
Scuola dello Sport del CONI, ROMA.

QUALE COMPETENZA PER LA PROGRAMMAZIONE E LA CONDUZIONE DELL’ALLENAMENTO SPORTIVO?
Pedagogia e Medicina a confronto. ROMA – Ottobre 2001

(La relazione consiste il 10 pagine di riflessioni che rispecchiano la posizione “ufficiale” della Scuola Centrale dello Sport del CONI: la numerosa partecipazione all’acceso dibattito che e' scaturito a seguito della presentazione della relazione da parte del prof. Sergio Zanon , e' il termometro di quanto questa problematica sia giunta ad una probabile svolta istituzionale risolutiva.)

RIASSUNTO
Il contenuto della vigente regolamentazione sportiva impedisce l’esercizio delle specializzazione professionali in Scienze Motorie ed in Medicina dello Sport, fornite dall’Universita' italiana per la programmazione e la conduzione della preparazione alle competizioni nello sport agonistico, perche' obbliga questi specialisti ad una scelta paradossale: o rinunciare alla propria deontologia professionale, oppure violare la legalita' sportiva, cioe' non rispettarne la normativa.
L’Universita' italiana, di conseguenza, non puo' piu' comprendere tra i propri insegnamenti l’allenamento sportivo, abbandonandone la formazione degli specialisti al tradizionale praticantato apprendistativo autogestito dallo sport.

ABSTRACT
The contents of the current set of rules in competitive sport prevents the professional qualification graduated in the Human and Animal Movement Departments and Sports Medicine Schools of the Italian Universities, for programming and leading the competitive sports training, to practice their profession, because they compel them to a paradoxical choice: either to give up the professional deontology, or to transgress the sports law itself. The Italian University cannot, therefore, further on include in its own teaching prospectuses the sports training, leaving the formation of specialists in this topic to the traditional apprenticeship self managed by sport itself.


SALVATORE BUZZELLI
Insegnante di educazione fisica, preparatore atletico professionista.

NUOVO MODELLO DI VALUTAZIONE DELLE ESPRESSIONI DI FORZA VELOCE UNITAMENTE AL MONITORAGGIO DELLA FREQUENZA CARDIACA NEGLI SPORT MISTI.

ABSTRACT.
Viene presentato un nuovo tipo di test funzionale “Power Cardio Test”, adatto soprattutto per la valutazione degli sportivi di discipline a metabolismo misto.Il test prende in esame le qualita' di forza veloce ed il comportamento cardiovascolare di un individuo durante l’esecuzione di varie serie di salti verticali (tipo protocollo W15 del Test di Bosco) intervallate da periodi di pausa. Il risultato finale del test e' rappresentato da un grafico cartesiano e da una tabella che definiscono graficamente e numericamente il Punto Critico e l’Indice di Forma. Altri parametri rilevati dal test (forza, potenza, frequenze cardiache) consentono la stesura mirata del piano di allenamento personalizzato.
Parole chiave:
Test, Punto Critico, Indice di Forma, Forza massimale, Frequenze di Efficienza Cardiaca

PRESENTAZIONE
Ringraziando l’organizzazione di questo Convegno per avermi invitato in qualita' di relatore, mi accingo a presentare un lavoro che pur se intitolato "NUOVO MODELLO DI VALUTAZIONE… ecc…", nella realta' dei fatti rappresenta lo sviluppo di un metodo di indagine funzionale che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni della mia attivita' come preparatore atletico, e che mi ha aiutato a dosare i carichi di allenamento e verificarne i risultati, in un gran numero di atleti di cui ho seguito la preparazione, soprattutto nel Tennis e nel Calcio. Questa mio metodo, in seguito, ha trovato l’approvazione anche da parte di altri preparatori che dopo averne condiviso positivamente l’approccio metodologico, mi hanno incentivato a divulgarne i contenuti e l’utilizzo. A tale proposito una menzione particolare va al Prof. Giorgio D’Urbano, a cui da lungo tempo mi lega un sincero rapporto di amicizia e stima professionale, che nella realizzazione dello strumento multifunzione denominato SPORTLAB, ha voluto progettarlo inserendovi oltre ai vari programmi di elettrostimolazione, anche alcuni sistemi informatizzati per la valutazione funzionale ed in particolare il POWER CARDIO TEST, rendendo cosi' lo SPORTLAB un vero e proprio laboratorio portatile che rappresenta un completo e valido supporto per il lavoro di tutti i preparatori atletici.


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